Un colore così intenso, una calma così piatta, un silenzio così penetrante: uno dei pochi ricordi positivi che la pandemia ha lasciato agli abitanti del Lago di Como è stata la possibilità di vedere il loro habitat naturale completamente ripulito dall’inquinamento e dalla frenesia che rischia di danneggiarlo. Grati di essere ora tornati alla normalità post lockdown, proviamo però a immaginare (e ricreare) un sistema lago così puro, semplicemente vivendo una vita o una vacanza nel modo più green possibile.
Il nostro viaggio sostenibile comincia innanzitutto scegliendo il mezzo di locomozione. Lasciata l’auto in garage, sono in realtà molteplici le possibilità di muoversi tra Como, Lecco, Bellagio e Colico (i “punti cardinali” del Lago di Como) senza combustibili fossili. Ci vuole solo un po’ di tempo in più. L’ambiente lacustre permette innanzitutto di esplorare la solidità del suolo e la fluidità dell’acqua, quindi tra passeggiate a piedi, giri in bicicletta, traversate in barca a vela o elettrica il movimento lento e sano è garantito.
Terra di “monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo”*, gli itinerari escursionistici sul Lago di Como percorrono le sponde a diverse altezze, con diverse gradi di difficoltà, ma sempre con la possibilità di proseguire per lunghi tratti o restare nel circondario di uno dei tantissimi piccoli comuni che compongo la geografia lariana. Ecco allora che scegliendo la Greenway si sfiora il lago lungo l’antica via Regina da Colonno a Griante, scoprendo i ciottoli e la storia di tante frazioni, intervallate dalle più famose soste, per esempio di fronte all’Isola Comacina o dentro Villa Carlotta. Cambiamo ramo, aumentiamo il chilometraggio, saliamo leggermente di quota: il Sentiero del Viandante si estende da Lecco a Colico (49 km) ma può essere percorso a tappe, sfruttando poi i collegamenti con treno e traghetto per tornare a casa o proseguire il viaggio. Se invece si vuole guardare tutto dall’alto, unendo magari la fatica e la soddisfazione di raggiungere una o più cime, la Dorsale del Triangolo Lariano collega il faro di San Maurizio a Brunate (raggiungibile in funicolare da Como) alla punta di Bellagio con una passeggiata in cresta, da affrontare preparati e informati ma anch’essa adattabile a passi e tempi slow.
Forse non tutti sanno che il Lago di Como è anche un arrivo di tappa per tutti gli amanti del ciclismo: il Santuario della Madonna del Ghisallo, a Magreglio, sorge in cima a una delle salite simbolo delle due ruote e protegge tanto i grandi campioni quanto i cicloturisti. Senza infatti arrivare ai livelli di Magni, Coppi e Nibali (le cui imprese sono raccontate nel Museo del Ciclismo accanto al Santuario), è possibile per tutti pedalare su e giù per il Lario. Negli ultimi anni, visto anche l’aumento del traffico su strade non certo larghe, vari operatori turistici e sportivi si sono organizzati per un vero e proprio “social riding” che possa rendere l’esperienza ciclistica un momento di scoperta in condivisione. Sfruttando per esempio le uscite infrasettimanali e itinerari secondari, ma ugualmente panoramici (per altro percorribili grazie anche all’avvento delle bici elettriche e delle versatili gravel), si può completare l’intero giro del Lago di Como.
Il lago, però, è soprattutto acqua e dall’alba dei tempi è stato percorso in lungo in largo (rigorosamente seguendo le direttive di Breva e Tivano, i venti del Lario) per trasportare merci e persone. Le grandi vele dei comballi, barche da lavoro di una volta, ora filano su scafi più veloci e leggeri nei tanti “paradisi del vento”, soprattutto in alto lago. Domaso, Dervio, Bellagio sono tra i porti che permettono di salpare in barca a vela, in autonomia o con skipper professionisti, spegnendo il motore e il rumore. Oltre all’inquinamento, un grosso problema ambientale per il Lago di Como è il potente moto ondoso che si crea con l’inarrestabile passaggio di motoscafi: le rive risentono molto del continuo impatto e dondolio e una navigazione dolce potrebbe aiutarle a quietarsi un poco. Oltre alla vela e al più atletico canottaggio, da qualche anno si parla di mobilità a propulsione elettrica anche sul lago: l’evento Electric Yachting promosso nella prestigiosa cornice di Villa d’Este nell’ultimo biennio ha radunato istituzioni e privati che si stanno muovendo in questa direzione, tra i quali naturalmente la Navigazione Laghi e aziende come lo storico Cantiere Ernesto Riva, tra i primi e i pochi a costruire barche da turismo full electric e in linea con la tradizione nautica del Lario.
Dopo tanto camminare, pedalare e navigare è inevitabile una sosta per un pranzo ristoratore. Proprio l’alimentazione è stato uno dei primi settori a introdurre il concetto di “km 0”, quindi, nel nostro viaggio green, viene naturale cercare i prodotti tipici. Sul Lago di Como questa ricerca non fa certo rinunciare a varietà e gusto. Naturalmente il pesce di lago: l’agone, meglio conosciuto nella versione “missoltino”, cioè essiccato all’aria aperta e poi consumato, ben abbrustolito, con la polenta; il lavarello, spesso in carpione; il pesce persico, protagonista del risotto più famoso di queste sponde. La domanda di queste specialità è spesso troppo elevata per il pescato, che ha anche la sua stagionalità, quindi è doppiamente utile conoscere e rifornirsi da pescherie e laboratori locali. Anche i formaggi fanno poca strada, questa volta partendo dai pascoli sui monti lariani: il taleggio, la robiola, il gorgonzola della Valsassina, lo zincarlin della Val d’Intelvi, la semuda dell’alto Lario. Grazie ai caratteristici terrazzamenti, alla perizia di aziende, consorzi e anche singoli cittadini, è sempre più facile avere in tavola vino e olio prodotti sul Lago di Como, riprova e beneficio di un giusto equilibrio tra terra e cemento.
L’efficientamento energetico di case e strutture ricettive sarebbe il giusto compimento del nostro viaggio e della vita di tutti i giorni. Dalle scelte edilizie più sostanziali (fotovoltaico, isolamento, materiali ecosostenibili, spazi luminosi) alle piccole azioni di routine (prodotti di pulizia ecologici, irrigazione a goccia, raccolta differenziata), sono sempre di più gli hotel e le abitazioni che puntano su una comodità che sia sostenibile.
Aprite la finestra della vostra camera, il panorama che vedrete dipende anche da voi: il rosso del tramonto che dipinge paesi che lasciano spazio al verde e spariscono nel blu scuro di un lago che si increspa solo per il suo capriccio.
-Francesca Caminada